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La guida di Fabio

Fabio

La guida di Fabio

Visite turistiche
Civitanova Marche, l’antica Cluana, in epoca romana è adagiata lungo la costa adriatica, in prossimità della foce del fiume Chienti (Cluentum), mentre su un colle, a sei chilometri dal mare, sorge Cluentensis Vicus, l’attuale Civitanova Alta. Né Cluana né il Vicus sopravvivono alle invasioni barbariche e alla guerra greco-gotica, ma è noto che nel IX secolo in prossimità del mare sorge una chiesa dedicata a S. Marone, il martire che sarebbe divenuto il protettore di Civitanova. Verso la fine dell’XI secolo si costituisce il Comune di Civitanova, che fa parte della Marca di Fermo soggetta alla S. Sede. Un altro piccolo centro abitato, che vive intorno all’antica chiesa di S. Marone, verso la fine del Duecento viene distrutto dalla rivale città di Fermo. Fra il Trecento ed il Cinquecento Civitanova subisce le dominazioni dei Malatesta, di Francesco Sforza, di Cesare Borgia e, per lungo tempo, dei Da Varano di Camerino. La storia religiosa fa registrare nel primo Quattrocento le apparizioni della Vergine ad un bambino nei pressi del Chienti e la conseguente costruzione del piccolo santuario di S. Maria Apparente. Nel 1507 Civitanova dà i natali al grande letterato e traduttore dell’Eneide Annibal Caro. Nel 1551 la cittadina, ormai del tutto inserita all’interno dello Stato della Chiesa, è data in feudo dal papa Giulio III al gonfaloniere di Roma Giuliano Cesarini. Ben presto Civitanova ottiene il titolo di ducato e un grande Palazzo Ducale sorge sulla piazza di Civitanova Alta. I Cesarini, che a partire dal Seicento divengono Sforza-Cesarini, mantengono il possesso del loro feudo fino al 1817. Civitanova cresce soprattutto nel Settecento, secolo in cui si riedifica la Collegiata di S. Paolo e si ampliano le chiese medievali di S. Francesco e S. Agostino, arricchite altresì di opere d’arte. Nel periodo risorgimentale Civitanova dà il suo contributo alla causa nazionale attraverso figure di patrioti come il marchese Giacomo Ricci e Pierfrancesco Frisciotti. Dopo l’Unità d’Italia il piccolo abitato di pescatori di Porto Civitanova si espande tra l’attuale Corso Umberto I e la spiaggia, lungo le vie rettilinee fiancheggiate da basse case a schiera che oggi formano il caratteristico Borgo marinaro, detto anche “Shanghai”. I nuovi collegamenti ferroviari con il Nord consentono lo sviluppo industriale del Porto. Già nel 1889 vi sorge una grande fabbrica di bottiglie, che viene diretta da Ambrogio Faccio, padre della nota scrittrice Sibilla Aleramo. Quest’ultima ambienta gran parte del suo romanzo autobiografico, Una donna, proprio nella Porto Civitanova di fine Ottocento. Successivamente lo spirito di iniziativa dell’industriale civitanovese Adriano Cecchetti dà vita alle Officine Meccaniche Cecchetti, le quali producono e riparano carri ferroviari, ma fabbricano anche materiale bellico durante le due guerre mondiali. Porto Civitanova si distacca dalla Città Alta nel 1913, per riunirsi ad essa nel 1938 con il nome di Civitanova Marche. La sede comunale viene ora stabilita al Porto, nel Palazzo Sforza-Cesarini prospiciente Piazza XX Settembre. Nel 1945 vi è una nuova separazione, seguita dalla definitiva riunificazione nel 1952. Oggi a Civitanova Alta ha sede, in Piazza della Libertà, la Delegazione Comunale, mentre il Municipio resta nella Città Bassa. Dopo la Seconda Guerra Mondiale l’economia della città dimostra un notevole slancio in diversi settori: in primo luogo quello tradizionale della pesca, grazie alla costruzione del porto-rifugio, poi quello del turismo balneare, cresciuto notevolmente negli anni Cinquanta e Sessanta soprattutto con l’apertura del nuovo Lungomare Sud. In campo industriale bisogna ricordare il settore metalmeccanico, con le Officine Cecchetti che, trasformatesi in SGI nel 1956, continuano la loro attività fino agli anni Novanta, e soprattutto l’industria calzaturiera che conosce un vero boom, assicurando a Civitanova una notevole rinomanza grazie all’annuale Fiera della Calzatura e, negli ultimi decenni, in virtù di diverse griffes affermate a livello internazionale. La vitalità dell’economia, che oggi si indirizza sempre più verso i settori del commercio e dei servizi, la vivacità culturale e la presenza di Scuole di ogni ordine e grado, compresa una sede staccata dell’Università di Macerata, hanno consentito a Civitanova Marche di rafforzare la propria immagine di città moderna e dinamica e di diventare il polo di riferimento per un vasto bacino circostante.
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Civitanova Marche
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Civitanova Marche, l’antica Cluana, in epoca romana è adagiata lungo la costa adriatica, in prossimità della foce del fiume Chienti (Cluentum), mentre su un colle, a sei chilometri dal mare, sorge Cluentensis Vicus, l’attuale Civitanova Alta. Né Cluana né il Vicus sopravvivono alle invasioni barbariche e alla guerra greco-gotica, ma è noto che nel IX secolo in prossimità del mare sorge una chiesa dedicata a S. Marone, il martire che sarebbe divenuto il protettore di Civitanova. Verso la fine dell’XI secolo si costituisce il Comune di Civitanova, che fa parte della Marca di Fermo soggetta alla S. Sede. Un altro piccolo centro abitato, che vive intorno all’antica chiesa di S. Marone, verso la fine del Duecento viene distrutto dalla rivale città di Fermo. Fra il Trecento ed il Cinquecento Civitanova subisce le dominazioni dei Malatesta, di Francesco Sforza, di Cesare Borgia e, per lungo tempo, dei Da Varano di Camerino. La storia religiosa fa registrare nel primo Quattrocento le apparizioni della Vergine ad un bambino nei pressi del Chienti e la conseguente costruzione del piccolo santuario di S. Maria Apparente. Nel 1507 Civitanova dà i natali al grande letterato e traduttore dell’Eneide Annibal Caro. Nel 1551 la cittadina, ormai del tutto inserita all’interno dello Stato della Chiesa, è data in feudo dal papa Giulio III al gonfaloniere di Roma Giuliano Cesarini. Ben presto Civitanova ottiene il titolo di ducato e un grande Palazzo Ducale sorge sulla piazza di Civitanova Alta. I Cesarini, che a partire dal Seicento divengono Sforza-Cesarini, mantengono il possesso del loro feudo fino al 1817. Civitanova cresce soprattutto nel Settecento, secolo in cui si riedifica la Collegiata di S. Paolo e si ampliano le chiese medievali di S. Francesco e S. Agostino, arricchite altresì di opere d’arte. Nel periodo risorgimentale Civitanova dà il suo contributo alla causa nazionale attraverso figure di patrioti come il marchese Giacomo Ricci e Pierfrancesco Frisciotti. Dopo l’Unità d’Italia il piccolo abitato di pescatori di Porto Civitanova si espande tra l’attuale Corso Umberto I e la spiaggia, lungo le vie rettilinee fiancheggiate da basse case a schiera che oggi formano il caratteristico Borgo marinaro, detto anche “Shanghai”. I nuovi collegamenti ferroviari con il Nord consentono lo sviluppo industriale del Porto. Già nel 1889 vi sorge una grande fabbrica di bottiglie, che viene diretta da Ambrogio Faccio, padre della nota scrittrice Sibilla Aleramo. Quest’ultima ambienta gran parte del suo romanzo autobiografico, Una donna, proprio nella Porto Civitanova di fine Ottocento. Successivamente lo spirito di iniziativa dell’industriale civitanovese Adriano Cecchetti dà vita alle Officine Meccaniche Cecchetti, le quali producono e riparano carri ferroviari, ma fabbricano anche materiale bellico durante le due guerre mondiali. Porto Civitanova si distacca dalla Città Alta nel 1913, per riunirsi ad essa nel 1938 con il nome di Civitanova Marche. La sede comunale viene ora stabilita al Porto, nel Palazzo Sforza-Cesarini prospiciente Piazza XX Settembre. Nel 1945 vi è una nuova separazione, seguita dalla definitiva riunificazione nel 1952. Oggi a Civitanova Alta ha sede, in Piazza della Libertà, la Delegazione Comunale, mentre il Municipio resta nella Città Bassa. Dopo la Seconda Guerra Mondiale l’economia della città dimostra un notevole slancio in diversi settori: in primo luogo quello tradizionale della pesca, grazie alla costruzione del porto-rifugio, poi quello del turismo balneare, cresciuto notevolmente negli anni Cinquanta e Sessanta soprattutto con l’apertura del nuovo Lungomare Sud. In campo industriale bisogna ricordare il settore metalmeccanico, con le Officine Cecchetti che, trasformatesi in SGI nel 1956, continuano la loro attività fino agli anni Novanta, e soprattutto l’industria calzaturiera che conosce un vero boom, assicurando a Civitanova una notevole rinomanza grazie all’annuale Fiera della Calzatura e, negli ultimi decenni, in virtù di diverse griffes affermate a livello internazionale. La vitalità dell’economia, che oggi si indirizza sempre più verso i settori del commercio e dei servizi, la vivacità culturale e la presenza di Scuole di ogni ordine e grado, compresa una sede staccata dell’Università di Macerata, hanno consentito a Civitanova Marche di rafforzare la propria immagine di città moderna e dinamica e di diventare il polo di riferimento per un vasto bacino circostante.
Lasciando il clima frizzante e moderno del Porto, andiamoci ora a rifugiare, caro visitatore, nella poesia di Civitanova Alta dalla struttura medievale rimasta inalterata, dove, entrando da Porta Marina con il caratteristico cipresso nato dentro la fascia merlata, raggiungi facilmente Piazza della Libertà, in cui nel 1867 viene eretto il Palazzo della Delegazione Comunale su progetto dell’ing. Guglielmo Prosperi di Macerata. Ti potrai concedere così una rilassante passeggiata per i pittoreschi vicoli, dove si affacciano i palazzi nobiliari e le chiese storiche o ammirare un emozionante panorama connotato dal verde delle colline e dall’azzurro dell’Adriatico in lontananza.
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Civitanova Alta
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Lasciando il clima frizzante e moderno del Porto, andiamoci ora a rifugiare, caro visitatore, nella poesia di Civitanova Alta dalla struttura medievale rimasta inalterata, dove, entrando da Porta Marina con il caratteristico cipresso nato dentro la fascia merlata, raggiungi facilmente Piazza della Libertà, in cui nel 1867 viene eretto il Palazzo della Delegazione Comunale su progetto dell’ing. Guglielmo Prosperi di Macerata. Ti potrai concedere così una rilassante passeggiata per i pittoreschi vicoli, dove si affacciano i palazzi nobiliari e le chiese storiche o ammirare un emozionante panorama connotato dal verde delle colline e dall’azzurro dell’Adriatico in lontananza.
Il Santuario di Loreto è uno dei luoghi di pellegrinaggio più famosi e frequentati del mondo cattolico. La sua storia inizia il 10 dicembre 1294 con l’arrivo della Santa Casa abitata dalla famiglia della Vergine Maria a Nazareth. Questa preziosa reliquia fu portata in Italia dopo la caduta del regno dei Crociati in Terra Santa. La maestosa basilica racchiude al suo interno la Santa Casa con la celebre statua della Vergine Nera. Un prezioso rivestimento marmoreo disegnato dal Bramante, opera di vari e noti artisti, racchiude la Casa di Nazareth, sovrastata da un’alta cupola. La fabbrica ha, nella parte absidale, numerose cappelle affrescate dedicate a diverse nazioni. La splendida piazza della Madonna è circondata su due lati dal rinascimentale Palazzo Apostolico.
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Sanctuary of the Holy House of Loreto
1 Piazza della Madonna
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Il Santuario di Loreto è uno dei luoghi di pellegrinaggio più famosi e frequentati del mondo cattolico. La sua storia inizia il 10 dicembre 1294 con l’arrivo della Santa Casa abitata dalla famiglia della Vergine Maria a Nazareth. Questa preziosa reliquia fu portata in Italia dopo la caduta del regno dei Crociati in Terra Santa. La maestosa basilica racchiude al suo interno la Santa Casa con la celebre statua della Vergine Nera. Un prezioso rivestimento marmoreo disegnato dal Bramante, opera di vari e noti artisti, racchiude la Casa di Nazareth, sovrastata da un’alta cupola. La fabbrica ha, nella parte absidale, numerose cappelle affrescate dedicate a diverse nazioni. La splendida piazza della Madonna è circondata su due lati dal rinascimentale Palazzo Apostolico.
Il palazzo Leopardi di Recanati, in cui Giacomo Leopardi (1798-1837) nacque e visse fino a 23 anni, si affaccia sulla «piazzuola» che prende il nome da una sua famosa lirica, Il sabato del villaggio. Di fronte ad esso sta l’edificio delle scuderie che un tempo ospitava la famiglia di Teresa Fattorini, celebrata poi dal poeta come Silvia. L’intero primo piano del Palazzo Leopardi è occupato dalla Biblioteca, oggi visitabile, in cui Giacomo trascorse sette anni di intenso studio sotto la guida del padre Monaldo. Anche la visita degli altri luoghi di Recanati legati alla memoria del poeta, come il vicino Colle dell’Infinito, il chiostro con la Torre del Passero solitario, la Torre del borgo nella piazza a lui intitolata, offre grandi emozioni agli amanti della poesia.
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Casa Leopardi
14 Via Leopardi
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Il palazzo Leopardi di Recanati, in cui Giacomo Leopardi (1798-1837) nacque e visse fino a 23 anni, si affaccia sulla «piazzuola» che prende il nome da una sua famosa lirica, Il sabato del villaggio. Di fronte ad esso sta l’edificio delle scuderie che un tempo ospitava la famiglia di Teresa Fattorini, celebrata poi dal poeta come Silvia. L’intero primo piano del Palazzo Leopardi è occupato dalla Biblioteca, oggi visitabile, in cui Giacomo trascorse sette anni di intenso studio sotto la guida del padre Monaldo. Anche la visita degli altri luoghi di Recanati legati alla memoria del poeta, come il vicino Colle dell’Infinito, il chiostro con la Torre del Passero solitario, la Torre del borgo nella piazza a lui intitolata, offre grandi emozioni agli amanti della poesia.
A pochi chilometri da Civitanova Marche sorge Sant’Elpidio a Mare, Comune noto non solo per le sue bellezze monumentali ed artistiche ma anche per la sua vocazione calzaturiera e l’alta qualità dei prodotti realizzati da famose griffes che rappresentano l’Italian Style nel mondo. La Città vanta una tradizione storico-artistica ed una radicata attività produttiva nella manifattura della calzatura, testimoniate entrambe nella preziosa cornice dell’ex convento dei Filippini, lungo il corso principale della città, Corso Baccio, dal Museo della Calzatura intitolato al “Cav. Vincenzo Andolfi”, principale promotore e collezionista dei più importanti pezzi oggi esposti nel museo, e dalla Pinacoteca Civica “Vittore Crivelli”, in cui sono conservati due importanti polittici dell’artista quattrocentesco Vittore Crivelli oltre ad opere provenienti dalle chiese urbane.
Pinacoteca Civica "Vittore Crivelli"
31 Corso Baccio
A pochi chilometri da Civitanova Marche sorge Sant’Elpidio a Mare, Comune noto non solo per le sue bellezze monumentali ed artistiche ma anche per la sua vocazione calzaturiera e l’alta qualità dei prodotti realizzati da famose griffes che rappresentano l’Italian Style nel mondo. La Città vanta una tradizione storico-artistica ed una radicata attività produttiva nella manifattura della calzatura, testimoniate entrambe nella preziosa cornice dell’ex convento dei Filippini, lungo il corso principale della città, Corso Baccio, dal Museo della Calzatura intitolato al “Cav. Vincenzo Andolfi”, principale promotore e collezionista dei più importanti pezzi oggi esposti nel museo, e dalla Pinacoteca Civica “Vittore Crivelli”, in cui sono conservati due importanti polittici dell’artista quattrocentesco Vittore Crivelli oltre ad opere provenienti dalle chiese urbane.
Nella prima metà dell’Ottocento per volere di cittadini maceratesi benestanti, i Cento consorti, ricordati ancora oggi in un’iscrizione in alto sulla facciata del monumento; fu ideato lo Sferisterio, inizialmente su disegno dell’Architetto Innocenzi Salvatore, per poi in seguito essere costruito dal giovane Ireneo Aleandri. Esso in principio venne concepito per il gioco della palla col bracciale molto in voga in quegli anni. Ospitava anche diversi tipi di spettacoli pubblici, come la celebrazione di feste, l’organizzazione di giostre, parate equestri, manifestazioni politiche e sportive, l’accoglienza di circhi equestri e cacce di tori.
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Sferisterio di Macerata
10 Piazza Giuseppe Mazzini
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Nella prima metà dell’Ottocento per volere di cittadini maceratesi benestanti, i Cento consorti, ricordati ancora oggi in un’iscrizione in alto sulla facciata del monumento; fu ideato lo Sferisterio, inizialmente su disegno dell’Architetto Innocenzi Salvatore, per poi in seguito essere costruito dal giovane Ireneo Aleandri. Esso in principio venne concepito per il gioco della palla col bracciale molto in voga in quegli anni. Ospitava anche diversi tipi di spettacoli pubblici, come la celebrazione di feste, l’organizzazione di giostre, parate equestri, manifestazioni politiche e sportive, l’accoglienza di circhi equestri e cacce di tori.
Montecosaro, antico castello non lontano dal mare Adriatico, è tra i Borghi più Belli d'Italia. Da non perdere la chiesa di Santa Maria a piè di Chienti.
Montecosaro
Montecosaro, antico castello non lontano dal mare Adriatico, è tra i Borghi più Belli d'Italia. Da non perdere la chiesa di Santa Maria a piè di Chienti.
Montelupone, sulla bella piazza-salotto, cuore del borgo, si affaccia il Palazzetto del Podestà con la torre civica. E' uno dei Borghi più Belli d'Italia.
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Montelupone
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Montelupone, sulla bella piazza-salotto, cuore del borgo, si affaccia il Palazzetto del Podestà con la torre civica. E' uno dei Borghi più Belli d'Italia.
Il centro abitato Abbadia di Fiastra lega il suo nome all'Abbazia di Chiaravalle di Fiastra che è una delle abbazie cistercensi meglio conservate in Italia. Qui l'ideale benedettino di lavoro e preghiera, oltre a diventare concreto e visibile attraverso un linguaggio architettonico di rara bellezza, ha saputo segnare profondamente anche la storia del territorio circostante arricchendola di preziose ed interessanti testimonianze.
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Abbadia di Fiastra
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Il centro abitato Abbadia di Fiastra lega il suo nome all'Abbazia di Chiaravalle di Fiastra che è una delle abbazie cistercensi meglio conservate in Italia. Qui l'ideale benedettino di lavoro e preghiera, oltre a diventare concreto e visibile attraverso un linguaggio architettonico di rara bellezza, ha saputo segnare profondamente anche la storia del territorio circostante arricchendola di preziose ed interessanti testimonianze.
A breve distanza da Civitanova, in località Montecosaro Scalo, sorge l’antica abbazia di S. Maria a Pié di Chienti, detta anche della SS. Annunziata, uno degli edifici sacri più rappresentativi dello stile romanico marchigiano, risalente al 1125. L’aspetto spoglio della facciata nasconde un interno di rara suggestione, a pianta basilicale, a tre navate, con un piano superiore nel presbiterio. Un deambulatorio gira intorno al presbiterio inferiore dando forma alla grande abside e alle tre absidi minori. Sui due lati, al di sopra delle navate laterali, corrono le gallerie dei matronei, congiunte al piano superiore, cui si accede attraverso una scala posta sulla destra. Il presbiterio superiore è arricchito da un ciclo di affreschi. Magnifica è la vista dell’esterno dalla parte delle absidi. Una breve deviazione conduce al centro collinare di Montecosaro, Comune di valore storico e paesaggistico incluso tra i borghi più belli d’Italia. Da non perdere la vista sulla vallata del Chienti dai Giardini Comunali.
Santissima Annunziata
1 Via Santissima Annunziata
A breve distanza da Civitanova, in località Montecosaro Scalo, sorge l’antica abbazia di S. Maria a Pié di Chienti, detta anche della SS. Annunziata, uno degli edifici sacri più rappresentativi dello stile romanico marchigiano, risalente al 1125. L’aspetto spoglio della facciata nasconde un interno di rara suggestione, a pianta basilicale, a tre navate, con un piano superiore nel presbiterio. Un deambulatorio gira intorno al presbiterio inferiore dando forma alla grande abside e alle tre absidi minori. Sui due lati, al di sopra delle navate laterali, corrono le gallerie dei matronei, congiunte al piano superiore, cui si accede attraverso una scala posta sulla destra. Il presbiterio superiore è arricchito da un ciclo di affreschi. Magnifica è la vista dell’esterno dalla parte delle absidi. Una breve deviazione conduce al centro collinare di Montecosaro, Comune di valore storico e paesaggistico incluso tra i borghi più belli d’Italia. Da non perdere la vista sulla vallata del Chienti dai Giardini Comunali.
Al termine di un lungo e suggestivo viale fiancheggiato da cipressi, sorge la medievale abbazia di San Claudio al Chienti. La chiesa, di forme ravennati, dotata di due caratteristiche torri cilindriche agli angoli della facciata, è stata costruita intorno al 1100 su un preesistente edificio risalente al VII secolo. L’interno è suddiviso in due piani uguali, il primo per la popolazione locale, il secondo per il vescovo di Fermo, cui l’abbazia è stata legata per oltre mille anni. Uno scalone sulla destra, aggiunto nel Settecento come il bel portale superiore, collega i due piani dell’edificio. Molto suggestivo il piano inferiore, coperto da volte a crociera. A fianco della chiesa sorge il palazzo arcivescovile, che oggi ospita un rinomato ristorante e un albergo apprezzato per la cucina e la quiete dei luoghi.
Saint Claudio Al Chienti
Al termine di un lungo e suggestivo viale fiancheggiato da cipressi, sorge la medievale abbazia di San Claudio al Chienti. La chiesa, di forme ravennati, dotata di due caratteristiche torri cilindriche agli angoli della facciata, è stata costruita intorno al 1100 su un preesistente edificio risalente al VII secolo. L’interno è suddiviso in due piani uguali, il primo per la popolazione locale, il secondo per il vescovo di Fermo, cui l’abbazia è stata legata per oltre mille anni. Uno scalone sulla destra, aggiunto nel Settecento come il bel portale superiore, collega i due piani dell’edificio. Molto suggestivo il piano inferiore, coperto da volte a crociera. A fianco della chiesa sorge il palazzo arcivescovile, che oggi ospita un rinomato ristorante e un albergo apprezzato per la cucina e la quiete dei luoghi.
L'opera in cemento armato, degli anni 50, è stata progettata dall'ingegnere di origine maceratese Giorgio Perucci di Milano. Principalmente è da evidenziare il valore strutturale dell'arco ribassato a spinta eliminata, realizzato con 65 metri lineari di luce progettuale.
Varco Sul Mare
2 Via Ciro Menotti
L'opera in cemento armato, degli anni 50, è stata progettata dall'ingegnere di origine maceratese Giorgio Perucci di Milano. Principalmente è da evidenziare il valore strutturale dell'arco ribassato a spinta eliminata, realizzato con 65 metri lineari di luce progettuale.
La villa dei conti Buonaccorsi sorge sulla sommitàdella collina detta di Montesanto, a breve distanza dal centro storico di Potenza Picena. Struttura originaria del XVI secolo, fu fatta edificare sui resti di un precedente insediamento dal conte Raimondo Buonaccorsi, che la concepì come residenza di campagna della nobile famiglia. L’aspetto peculiare di questa villa è indubbiamente il Parco Giardino, noto in Italia e nel mondo come esempio unico di giardino all'Italiana magnificamente conservato.
Villa Buonaccorsi
La villa dei conti Buonaccorsi sorge sulla sommitàdella collina detta di Montesanto, a breve distanza dal centro storico di Potenza Picena. Struttura originaria del XVI secolo, fu fatta edificare sui resti di un precedente insediamento dal conte Raimondo Buonaccorsi, che la concepì come residenza di campagna della nobile famiglia. L’aspetto peculiare di questa villa è indubbiamente il Parco Giardino, noto in Italia e nel mondo come esempio unico di giardino all'Italiana magnificamente conservato.
La street art al porto di Civitanova Marche è a tutti gli effetti un museo di arte urbana a cielo aperto con oltre 70 opere, realizzate da più di 100 artisti italiani.
Porto Civitanova
La street art al porto di Civitanova Marche è a tutti gli effetti un museo di arte urbana a cielo aperto con oltre 70 opere, realizzate da più di 100 artisti italiani.
La Torre Gerosolimitana, anche detta dei Cavalieri di Malta, si erge sul punto più alto della città con i suoi 28 metri di altezza nella piazza civica di Sant’Elpidio a Mare a lato della Perinsigne Collegiata di Sant’Elpidio Abate. Nonostante la posizione strategica, le caratteristiche costruttive (forma quadrangolare con larghezza dei lati costante, ingresso posizionato a livello del terreno e rampa di ascesa) non ne suggeriscono lo scopo difensivo. Svariate sono dunque le ipotesi sul suo utilizzo e sul simbolismo mistico religioso che cela: infatti, tracciando le diagonali passanti per il centro della pianta si disegna una virtuale croce di Malta, e la grande croce gemmata in pietra bianca inserita nella facciata alludono chiaramente al legame con l’ordine Gerosolimitano.
Torre Gerosolimitana
La Torre Gerosolimitana, anche detta dei Cavalieri di Malta, si erge sul punto più alto della città con i suoi 28 metri di altezza nella piazza civica di Sant’Elpidio a Mare a lato della Perinsigne Collegiata di Sant’Elpidio Abate. Nonostante la posizione strategica, le caratteristiche costruttive (forma quadrangolare con larghezza dei lati costante, ingresso posizionato a livello del terreno e rampa di ascesa) non ne suggeriscono lo scopo difensivo. Svariate sono dunque le ipotesi sul suo utilizzo e sul simbolismo mistico religioso che cela: infatti, tracciando le diagonali passanti per il centro della pianta si disegna una virtuale croce di Malta, e la grande croce gemmata in pietra bianca inserita nella facciata alludono chiaramente al legame con l’ordine Gerosolimitano.
Rocca o fortilizio eretto nel 1267 per volere di Lorenzo Tiepolo, podestà della vicina città di Fermo e futuro Doge della Serenissima, si erge su un piccolo promontorio posta a difesa dell'antico porto della città. Presenta delle mura - rimaneggiate nel corso dei secoli - a pianta pentagonale, con torri e merli guelfi ed un alto mastio centrale. Il complesso difensivo fortificato comprendeva, oltre alla rocca, anche: a monte, una cinta di mura a difesa di tutto il porto culminanti in un'alta torre; degli archi, in muratura, posti a guardia nelle acque dell'antico approdo.
Rocca Tiepolo
3 Via Leonardo Da Vinci
Rocca o fortilizio eretto nel 1267 per volere di Lorenzo Tiepolo, podestà della vicina città di Fermo e futuro Doge della Serenissima, si erge su un piccolo promontorio posta a difesa dell'antico porto della città. Presenta delle mura - rimaneggiate nel corso dei secoli - a pianta pentagonale, con torri e merli guelfi ed un alto mastio centrale. Il complesso difensivo fortificato comprendeva, oltre alla rocca, anche: a monte, una cinta di mura a difesa di tutto il porto culminanti in un'alta torre; degli archi, in muratura, posti a guardia nelle acque dell'antico approdo.
Fermo - Centro storico Il parco del Girfalco si trova sulla cima del colle Sabulo, assai caratteristico poiché culmina in maniera insolita con un ampio “piazzale”. La favorevole posizione permette ai visitatori di godere di viste mozzafiato che comprendono il Monte Conero, le colline marchigiane, il mar Adriatico, Moterubbiano, il Monte dell’Ascensione e, all’alba delle giornate più limpide, le Alpi Bebie. La zona del parco è considerata la sede dell’anima spirituale della città di Fermo, visto che qui è stata costruita la Cattedrale Metropolitana in pietra bianca dedicata all’Assunta. Al centro del parco, invece, si trova l’affascinante Fontana realizzata nel 1928 per celebrare l’acquedotto del Tenna. Nella zona orientale del parco, infine, si trova Villa Vinci che dal XVI secolo fino al 1820 ospitò il convento dei Cappuccini. All’interno del Girfalco, ovviamente, non mancano i molti giochi pensati per i più piccini e le intramontabili altalene, oltre che panchine e tavolini per la sosta dei più grandi. Nell’area sono presenti imponenti esemplari di Pini e di Cedri del Libano, mentre il viale che conduce al duomo è costeggiato da filari di alti Lecci potati in maniera tale da dar vita ad una sorta di siepe. Al fianco del monumento dedicato al patrono San Sabino è stato realizzato un tipico giardino all’italiana composto, fra gli altri, da Palme ed aiuole di vario tipo. Fermo - Centro storico Il parco del Girfalco si trova sulla cima del colle Sabulo, assai caratteristico poiché culmina in maniera insolita con un ampio “piazzale”. La favorevole posizione permette ai visitatori di godere di viste mozzafiato che comprendono il Monte Conero, le colline marchigiane, il mar Adriatico, Moterubbiano, il Monte dell’Ascensione e, all’alba delle giornate più limpide, le Alpi Bebie. La zona del parco è considerata la sede dell’anima spirituale della città di Fermo, visto che qui è stata costruita la Cattedrale Metropolitana in pietra bianca dedicata all’Assunta. Al centro del parco, invece, si trova l’affascinante Fontana realizzata nel 1928 per celebrare l’acquedotto del Tenna. Nella zona orientale del parco, infine, si trova Villa Vinci che dal XVI secolo fino al 1820 ospitò il convento dei Cappuccini. All’interno del Girfalco, ovviamente, non mancano i molti giochi pensati per i più piccini e le intramontabili altalene, oltre che panchine e tavolini per la sosta dei più grandi. Nell’area sono presenti imponenti esemplari di Pini e di Cedri del Libano, mentre il viale che conduce al duomo è costeggiato da filari di alti Lecci potati in maniera tale da dar vita ad una sorta di siepe. Al fianco del monumento dedicato al patrono San Sabino è stato realizzato un tipico giardino all’italiana composto, fra gli altri, da Palme ed aiuole di vario tipo.
Piazzale del Girfalco
Fermo - Centro storico Il parco del Girfalco si trova sulla cima del colle Sabulo, assai caratteristico poiché culmina in maniera insolita con un ampio “piazzale”. La favorevole posizione permette ai visitatori di godere di viste mozzafiato che comprendono il Monte Conero, le colline marchigiane, il mar Adriatico, Moterubbiano, il Monte dell’Ascensione e, all’alba delle giornate più limpide, le Alpi Bebie. La zona del parco è considerata la sede dell’anima spirituale della città di Fermo, visto che qui è stata costruita la Cattedrale Metropolitana in pietra bianca dedicata all’Assunta. Al centro del parco, invece, si trova l’affascinante Fontana realizzata nel 1928 per celebrare l’acquedotto del Tenna. Nella zona orientale del parco, infine, si trova Villa Vinci che dal XVI secolo fino al 1820 ospitò il convento dei Cappuccini. All’interno del Girfalco, ovviamente, non mancano i molti giochi pensati per i più piccini e le intramontabili altalene, oltre che panchine e tavolini per la sosta dei più grandi. Nell’area sono presenti imponenti esemplari di Pini e di Cedri del Libano, mentre il viale che conduce al duomo è costeggiato da filari di alti Lecci potati in maniera tale da dar vita ad una sorta di siepe. Al fianco del monumento dedicato al patrono San Sabino è stato realizzato un tipico giardino all’italiana composto, fra gli altri, da Palme ed aiuole di vario tipo. Fermo - Centro storico Il parco del Girfalco si trova sulla cima del colle Sabulo, assai caratteristico poiché culmina in maniera insolita con un ampio “piazzale”. La favorevole posizione permette ai visitatori di godere di viste mozzafiato che comprendono il Monte Conero, le colline marchigiane, il mar Adriatico, Moterubbiano, il Monte dell’Ascensione e, all’alba delle giornate più limpide, le Alpi Bebie. La zona del parco è considerata la sede dell’anima spirituale della città di Fermo, visto che qui è stata costruita la Cattedrale Metropolitana in pietra bianca dedicata all’Assunta. Al centro del parco, invece, si trova l’affascinante Fontana realizzata nel 1928 per celebrare l’acquedotto del Tenna. Nella zona orientale del parco, infine, si trova Villa Vinci che dal XVI secolo fino al 1820 ospitò il convento dei Cappuccini. All’interno del Girfalco, ovviamente, non mancano i molti giochi pensati per i più piccini e le intramontabili altalene, oltre che panchine e tavolini per la sosta dei più grandi. Nell’area sono presenti imponenti esemplari di Pini e di Cedri del Libano, mentre il viale che conduce al duomo è costeggiato da filari di alti Lecci potati in maniera tale da dar vita ad una sorta di siepe. Al fianco del monumento dedicato al patrono San Sabino è stato realizzato un tipico giardino all’italiana composto, fra gli altri, da Palme ed aiuole di vario tipo.
Il Monte Conero, conosciuto anche come "gomito d' Italia"​​ ​presenta spiagge tipiche della costa alta, raggiungibili da​​ panoramici sentieri, percorribili a piedi, in bicicletta o anche​ ​​​a cavallo. L' itinerario più conosciuto è la "Traversata del Conero" che gode di una magnifica vista sul mare Adriatico, con a nord la baia di Portonovo e a sud "Le due Sorelle*".
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Monte Conero
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Il Monte Conero, conosciuto anche come "gomito d' Italia"​​ ​presenta spiagge tipiche della costa alta, raggiungibili da​​ panoramici sentieri, percorribili a piedi, in bicicletta o anche​ ​​​a cavallo. L' itinerario più conosciuto è la "Traversata del Conero" che gode di una magnifica vista sul mare Adriatico, con a nord la baia di Portonovo e a sud "Le due Sorelle*".
Shopping
Il Cuore Adriatico è il secondo centro commerciale più grande del centro Italia. Si trova a Civitanova Marche e comprende ben 70 negozi e un ipermercato.
7
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Il Cuore Adriatico
98 Via S. Costantino
7
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Il Cuore Adriatico è il secondo centro commerciale più grande del centro Italia. Si trova a Civitanova Marche e comprende ben 70 negozi e un ipermercato.
7500 metri quadri di moda, stile e design. Il Castagno Brand Village è un parco commerciale che ospita gli store di storiche e prestigiose aziende.
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Il Castagno Brand Village
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7500 metri quadri di moda, stile e design. Il Castagno Brand Village è un parco commerciale che ospita gli store di storiche e prestigiose aziende.
Tod's S.p.A. è un'azienda specializzata nella produzione di calzature, abbigliamento e accessori con i marchi Tod's, Hogan, Fay e Roger Vivier. È controllata dalla famiglia Della Valle.
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Tod's S.p.a.
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Tod's S.p.A. è un'azienda specializzata nella produzione di calzature, abbigliamento e accessori con i marchi Tod's, Hogan, Fay e Roger Vivier. È controllata dalla famiglia Della Valle.
Il piacere di acquistare un gioiello in un contesto di eleganza e professionalità con un’accoglienza unica!
Jewelery Cartechini Srl
48 Piazza XX Settembre
Il piacere di acquistare un gioiello in un contesto di eleganza e professionalità con un’accoglienza unica!
Divertimento
Musica e Cibo si fondono insieme.
Discoteca
Donoma
Discoteca
Discoteca
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Shada Beach Club Food
11 Lungomare Sergio Piermanni
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Discoteca
La Serra - Laboratorio di Cucina e Musica
70 Via Aldo Moro
Offerta gastronomica
Pizzeria
Ai Due Re
12 Lungomare Sergio Piermanni
Pizzeria
Il Menù che presenta il Maylea sushi bar è uno spaccato della cucina giapponese, molto legato alla tradizione culinaria nipponica senza far uso di alterazioni, nei sapori e nei colori, che andrebbero a modificare l’eleganza estetica e il gusto prelibato di questa cucina.
Maylea Sushi-bar
204 Viale Giacomo Matteotti
Il Menù che presenta il Maylea sushi bar è uno spaccato della cucina giapponese, molto legato alla tradizione culinaria nipponica senza far uso di alterazioni, nei sapori e nei colori, che andrebbero a modificare l’eleganza estetica e il gusto prelibato di questa cucina.
Situato tra le splendide colline Marchigiane, il Ristorante Casablanca gode di una vista panoramica invidiabile, impreziosita dal verde che lo circonda e dalle mura della città vecchia. Il ristorante è costituito da due sale interne con capienza massima di 300 persone, un terrazzo panoramico esterno dove poter mangiare nei mesi più caldi, un bar, un Club con piscina privata e un ampio parcheggio nell'area adiacente.
Ristorante hotel piscina Casablanca
70 Strada Comunale Villa Conti
Situato tra le splendide colline Marchigiane, il Ristorante Casablanca gode di una vista panoramica invidiabile, impreziosita dal verde che lo circonda e dalle mura della città vecchia. Il ristorante è costituito da due sale interne con capienza massima di 300 persone, un terrazzo panoramico esterno dove poter mangiare nei mesi più caldi, un bar, un Club con piscina privata e un ampio parcheggio nell'area adiacente.
Centro Benessere
Il Centro Benessere è un’oasi di vero relax dove l’ospite può rigenerarsi in un percorso di bellezza completo che coinvolge e risveglia tutti i sensi. La struttura è il risultato di un’accurata ricerca che, con i suoi giochi di colori pastello e i suoi percorsi emozionali, crea una vera percezione di armonia e conduce al massimo coinvolgimento interiore. Qui, antiche tecniche orientali si fondono con la nuova tecnologia dando origine ad un’atmosfera dove recuperare ritmi e tempi dimenticati. Nel Centro Benessere, dotato di bagno romano, palestra attrezzata, zone relax e piscina, è inoltre, a disposizione dell’ospite un’equipe di medici qualificati. Così tra colori e suoni, cortesia e professionalità troverete la risposta giusta ad ogni tipo di esigenza.
L'Antico Uliveto
1 Via Palazzo Rosso
Il Centro Benessere è un’oasi di vero relax dove l’ospite può rigenerarsi in un percorso di bellezza completo che coinvolge e risveglia tutti i sensi. La struttura è il risultato di un’accurata ricerca che, con i suoi giochi di colori pastello e i suoi percorsi emozionali, crea una vera percezione di armonia e conduce al massimo coinvolgimento interiore. Qui, antiche tecniche orientali si fondono con la nuova tecnologia dando origine ad un’atmosfera dove recuperare ritmi e tempi dimenticati. Nel Centro Benessere, dotato di bagno romano, palestra attrezzata, zone relax e piscina, è inoltre, a disposizione dell’ospite un’equipe di medici qualificati. Così tra colori e suoni, cortesia e professionalità troverete la risposta giusta ad ogni tipo di esigenza.

여행 팁

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Il Varco Sul Mare
Il varco è un esempio della maestria e della fantasia italiana nell’uso del cemento armato (Nervi costruì anche uno yacht in cemento). Il varco apre una prospettiva dalla città al mare.
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Lido Cluana
Nel luogo chiamato Lido Cluana dal 1922 viene eretto il primo stabilimento balneare, “Chalet Miramare”. Nel 1930 lo chalet viene distrutto da un incendio e sulle sue ceneri, nel 1933, vengono costruite le Palazzine del Lido Cluana: due edifici gemelli progettati dell’ingegner Gaetano Caradonna, che si dispongono simmetricamente all’antico asse che congiunge il Palazzo Comunale Sforza-Cesarini al mare attraverso Piazza XX Settembre. La decorazione dei fronti fa di questi edifici un esempio di Liberty nella sua manifestazione tarda.
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Il Cuore Adriatico
Il Centro Commerciale più Grande del Centro Italia
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Civitanova Alta
Civitanova Alta è quasi totalmente circondata da mura castellane ben conservate e con 4 porte di accesso (da non perdere Porta Marina con il suo Cipresso “inglobato”). A ridosso delle mura un bell’edificio in stile liberty: fino agli anni 50 c’era infatti la tranvia a collegare le due “Civitanove”.
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Street Art Molo di Civitanova Marche
Il molo di Civitanova divide il Lungomare nord (da poco ristrutturato) dal Lungo mare sud, luogo ideale del passeggio estivo. Da luogo per lo più anonimo grazie al bel progetto Vedo a Colori è diventato un luogo da non perdere per ammirare tante opere di street art, godersi il mare e fare una bella passeggiata. Le opere sono iniziate nel 2009 e hanno coinvolto una quarantina di artisti tra cui Giulio Vesprini, artista di Civitanova che ha avuto questa bella idea.
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Villa Conti
La villa ed il villino perfettamente conservato sono un raro esempio di Art Nouveau nella zona e furono costruiti fra il 1908 e il 1910 dal conte Adolfo Conti per il primogenito Pier Alberto e la sua giovane consorte, Augusta Morroni Mozzo, su progetto dell’architetto Paolo Sironi. Il villino è riccamente decorato e dipinto esternamente in base allo stile tipico della corrente artistico-architettonica dell’Art Nouveau. Nel 1926 il conte Pier Alberto Conti fece ristrutturare l’interno del villino in occasione del suo secondo matrimonio, quando sposò la soprano Francisca Solari.
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Villa Eugenia
Nel 1850 alcuni terreni della zona di Civitanova Marche passarono in mano alla famiglia Bonaparte ed Eugenia Maria di Montijo de Guzman, moglie di Napoleone III, diede il via alla costruzione della villa su di una collinetta a nord-ovest della città, che sarebbe diventata luogo di soggiorno e di riposo. La villa successivamente passò in custodia ai conti Graziani.
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Scarpe
Il paese delle Scarpe. PACIOTTI, LORIBLU, TODS.... ognuno di loro dispone di enormi outlet con prezzi davvero, davvero vantaggiosi.
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Il mercato del Sabato
Uno dei più grandi in Zona!
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Chiesa di San Marone
La chiesa di San Marone è situato nel quartiere omonimo, parte bassa della città. Struttura nata di epoca romanica, edificata sul luogo dove avvenne il martirio del Santo Patrono, primo martire del regione Picena. Sfortunatamente la chiesa fu rimaneggiata alla fine dell’Ottocento compromettendone lo stile originario, di cui rimane solo il rosone centrale della facciata.
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Degustazione Vini Locali ( RIBONA )
In questo piccolo comprensorio, compreso tra le prime colline del versante costiero e le alture preappenniniche, regna un vitigno bianco denominato maceratino, o ribona, già noto con alcuni nomi locali quali uva montecchiese, greco maceratese, verdicchio gentile o marino, a seconda delle zone in cui veniva coltivato. Trattasi di uva autoctona locale, da sempre assimilata al greco, al grechetto o al trebbiano, che recenti e approfonditi studi genetici hanno riscontrato avere punti di contatto con il verdicchio, seppure nei fatti oggi abbiano caratteristiche e risposte enologiche differenti.
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PARCO FLUVIALE DEL CHIENTI
Si tratta di un parco fluviale accessibile ai cani, dotato di una pista ciclabile sulla riva nord che porta quasi sino al mare. Si accede alla pista ciclabile da Via della Fontanella, a Civitanova Marche. E' possibile passeggiare lungo il fiume: anche le rive sono fruibili, composte da ghiaia. In zona Torrione vi è anche un'area picnic. Attenzione: l'acqua del fiume non è potabile, ne per gli umani, ne per gli animali.
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Ristorante Casablanca
Situato tra le splendide colline Marchigiane, il Ristorante Casablanca gode di una vista panoramica invidiabile, impreziosita dal verde che lo circonda e dalle mura della città vecchia. Il ristorante è costituito da due sale interne con capienza massima di 300 persone, un terrazzo panoramico esterno dove poter mangiare nei mesi più caldi, un bar, un Club con piscina privata e un ampio parcheggio nell'area adiacente.
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Pista Ciclabile che collega la Città bassa alla Città alta
Piacevole percorso, poichè si passa sempre accanto ad un ruscello. Lungo 3,7 km.
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Murales
sparsi per la città, Murales avvolgono le facciate di interi palazzi.
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CineTeatro Rossini
Situato Sotto il Municipio. Nel 1945 il Comune di Civitanova Marche prende in gestione diretta il Cineteatro Rossini
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Scrittore Giovanni Melappioni
Scrittore di Romanzi Storici. Lo potete incontrare al Bicchiere della Staffa Un Ristorante con cucina tipica.
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Slow Food Civitanova Marche
Slow Food lavora in tutto il mondo per tutelare la biodiversità, costruire relazioni tra produttori e consumatori, migliorare la consapevolezza sul sistema che regola la produzione alimentare.